con Andreina e Umberto
13-28 giugno
2005
Una passeggiata in moto per
vedere il sole di mezzanotte e “struscio” finale nella Romantische Strasse

Lunedì 13 giugno
Città di Castello - Bayreut (D)
Finalmente dopo tanta
attesa e arrivato il grande giorno. Dopo diversi mesi di incontri, ricerche e
preparativi siamo arrivati alla data della partenza per Caponord. Dopo una
notte un po’ insonne per l’agitazione
alle 6.00 io e Ilaria ci svegliamo pronti ad intraprendere questa
avventura. Per lei è il primo viaggio in moto, ma è molto decisa e determinata
a superarare le difficoltà che siamo certi di incontrare in un viaggio
così lungo e con ritmi serrati; intendiamo
infatti arrivare sulla punta dell’Europa in sedici
giorni, che a leggere i racconti di chi c’è già stato non è un impresa tanto
facile.

Saliamo in sella alla moto carica di bagagli e arriviamo a Sansepolcro dove troviamo Andreina e Umberto sul loro TDM nuovo di pacca, con i tre valigioni appesi al codino striminzito pronti per la grande avventura. Il programma oggi è di fare più strada possibile, contando di arrivare oltre Monaco di Baviera.
Al Brennero ci fermiamo
per il rifornimento, e attraversiamo l’Austria. Arrivati in Germania il cielo
inizia ad essere minaccioso e ci si rende conto che la strada ci avrebbe
portati nel bel mezzo di un temporale, decidiamo quindi di indossare le tute
anti pioggia. Andreina ne ha una di Umberto, di un giallo canarino intenso che
il vento in velocità la gonfia, facendola assomigliare ad uno di quei pulmini
che portano i bambini a scuola. Per tutto il viaggio sarà soprannominata
affettuosamente “pulmino”.
Riprendiamo il cammino infilandoci nel bel mezzo del temporale, piove abbastanza ma il trauma più grosso per le ragazze è il vento che arrivando a folate laterali “strapazza” un po’ le nostre moto. Finita la pioggia e tolte le tute ormai inutili riprendiamo il viaggio in direzione Rostock.
Ormai è pomeriggio inoltrato, decidiamo così di fermarci per dormire; scegliamo Bayreut un paesino accogliente dove troviamo un piccolo hotel insieme ad un tipico ristorante tedesco. Il gestore è un signore un po’ anziano, che non parla una parola di inglese, ma in qualche modo riusciamo a capirci. Il locale è carino, il cameriere molto simpatico, mangiamo quattro bei piatti di carne con crauti e birra e poi a nanna, domani ci aspetta l’imbarco.
1050 km percorsi in 12 ore di
viaggio (non male!)
La mattina ci rendiamo conto che per risistemare il bagaglio e le varie connessioni tra radio e GPS si impiegano una trentina di minuti è così che la partenza slitta alle 10.30, ma ciò non rappresenta un problema visto che per raggiungere Rostock (punto in cui ci aspetta la nave per la traversata in Finlandia) occorre percorrere 500km.
Il tempo rimane sempre un po’ variabile, ma la fortuna ci assiste e non prendiamo nemmeno una goccia d’acqua. Le autostrade tedesche non tradiscono le nostre aspettative, belle ,larghe e soprattutto senza limiti di velocità ci permettano di arrivare a Rostock velocemente.
Saliti sul traghetto inizia una corsa indecente per accaparrarsi cinghie e zeppe per fissare i mezzi. Mi do un gran da fare e riesco a fissare la mia moto con quella di un signore finlandese mi sembra una soluzione stabile o almeno spero!!
Alle 21.00 la nave salpa come previsto e noi dopo un giretto e una mangiata allo snack bar decidiamo che è ora di andare a dormire.
Percorsi 550 km.
Mercoledì 15 giugno
La notte in nave trascorre liscia e riposante, e in giornata tra un giretto, un pisolino e una chiacchierata ci troviamo a destinazione (Hanko). L’emozione inizia a farsi sentire siamo in Finlandia! Sono le 19.00 ora locale (le lancette dei nostri orologi segnano le 18.00, ma qui il fuso orario è avanti di un’ ora.) Ci aspettano circa 200 km di viaggio fino a Lathi dove abbiamo prenotato un albergo dall’Italia.Appena scesi incontriamo un posto di blocco della polizia dove viene fatto il test alcolimetrico, Umberto viene sottoposto al test, ma per fortuna non aveva bevuto nessun alcolico e quindi ripartiamo senza problemi. Il cielo è sereno la temperatura un pò rigida… si viaggia davvero bene.
La cosa che ci salta subito agli
occhi è il rispetto scrupoloso per i limiti di velocità, le macchine accelerano
o decelerano in base al variare del limite in modo micrometrico. Il senso
dell’ordine è talmente forte che anche a noi si blocca la mano
sull’acceleratore, è impossibile fare sorpassi azzardati. Va anche detto però
che la strada da Hanko a Helsinki è completamente disseminata di rilevatori
automatici della velocità!
Ceniamo in uno dei fornitissimi distributori scandinavi e verso le undici arriviamo a destinazione. Grazie al navigatore troviamo subito l’hotel, sistemiamo le moto nel garage e saliamo in camera dove però ci aspetta una singolare sorpresa la stanza è già occupata da un’anziana signora e sua nipote. Dopo non pochi sforzi riusciamo a convincere l’incredula e stizzita signorina della hall ad assegnarcene un’altra che risulterà essere più bella e spaziosa.
220 km tranquilli
Giovedì 16 giugno
Lathi - Rovaniemi

Alle 20.00 siamo
finalmente a Rovaniemi, ancora la luce è davvero tanta e scopriremo più
tardi che qui la luce non ci abbandonerà mai. Dopo un paio di tentativi
troviamo un hotel, molto carino. Le ragazze finora si sono comportate bene,
solo qualche piccola tensione dovuta alla stanchezza e alla fame, ma tutto si è
risolto davanti a un bel piatto caldo…cinese.Ebbene sì, dopo qualche
giro per la città, visti i prezzi la nostra scelta è caduta sul cinese,
porzioni abbondantissime e prezzo accettabile. Dopo cena ci siamo fatti un
giretto per la città, qualche foto e poi a letto, domani ci aspetta il viaggio
con meta CapoNord.
750 km percorsi in 10 ore.
Venerdì 17 giugno
Ancora cielo nuvoloso,
ma Umberto ha visto le previsioni e dice che al nord si prevede bel
tempo…speriamo!Alberi e laghi si susseguono infiniti nel trascorrere del
viaggio, attraversiamo il circolo polare artico senza quasi rendercene conto.
Ilaria fa in tempo scattare una foto alla casa di Babbo Natale e poi via siamo
così emozionati che alla sera saremo a Caponord che tutto il resto passa
in secondo piano.
Questo tratto di strada è affascinante, rettilinei a perdita d’occhio con continui sali e scendi dove le nostre moto scompaiono e riappaiono vicendevolmente da queste dolci gobbe.
Attraversiamo i paesi di
Inari e Ivalo famosi per essere dei grossi centri di scambio dell’oro. Il cielo
inizia a chiudersi, cade la pioggia con l’occasione ci fermiamo in un “kiosk”
per mangiare qualcosa. Quando il sole inizia di nuovo a fare capolino tra le
nuvole si riprende la marcia.
Appena passati in Norvegia il paesaggio cambia improvvisamente, le interminabili distese di conifere scompaiono per far posto ad arbusteti di latifoglie, i laghi si fanno sempre più rari e iniziano a comparire larghi fiumi che con il loro colore blu intenso ci rapiscono i sensi. Incominciamo a scorgere anche le prime tracce di neve. Sulla costa rapiti dallo spettacolo offertoci dalla bassa marea ci fermiamo per qualche foto, ma assaliti da un gruppo di zanzare fameliche riprendiamo in tutta fretta il nostro cammino. Il paesaggio è bellissimo, i colori sembrano più accesi.
Non si può far altro che ammirare, a bocca aperta, l’oceano e le numerose case dei pescatori.
Arriviamo alla galleria sottomarina che ci porterà sulla lingua di terra al cui apice c’è NordKapp; è suggestivo entrare in questo “buco” sulla roccia e avere la coscienza di scendere per non so quante centinaia di metri sotto il mare per poi risalire e sbucare dall’altra parte.
Ormai le renne
lungo la strada sono una costante e il paesaggio è diventato quello tipico
della tundra. Ad Honnisvag piccolo paesino distante circa 40 km da
NordKapp cerchiamo una sistemazione per la notte, dopo un paio di tentativi
troviamo un alberghetto dove dormire per la “modica” cifra di 120 euro a coppia!!! Sono le 23.00 e dobbiamo affrettarci
rischiamo di non arrivare in tempo per il sole di mezzanotte.La temperatura
inizia a scendere e il sole che è proprio davanti a noi sembra avere una luce
diversa, tutto ci sembra diverso il cielo, le nuvole
, l’infinito. Anche qui la
strada da percorrere è disseminata di curve e con un paesaggio che nessun a
parola può descrivere correttamente. Ai lati c’è tanta neve, l’aria è frizzante,
l’orizzonte è immenso e le nuvole ci accarezzano la testa; per non parlare poi
dei colori che sono più accesi e intensi.
Il sole è così forte che quasi ci
abbaglia, sono le 23.30, siamo arrivati alla meta.
Ci sono molti turisti, è
freddo, noi non riusciamo nemmeno a togliere i caschi, il termometro dell’
”ammiraglia” segna 3°C. Quello che ci si presenta di fronte è a dir poco
meraviglioso: il sole posto sulla linea dell’orizzonte si specchia nel mar
Artico. E’ incredibile che a quest’ora la luce sia così intensa, siamo tutti e
quattro emozionati e felici di aver
condiviso questa magnifica esperienza.
Facciamo un sacco di foto poi di
corsa a scaldarci all’interno della
struttura che abbiamo alle nostre spalle. Compriamo qualche souvenir e delle
cartoline. Guardo fuori, ormai la rupe è deserta, il freddo ha fatto sparire
tutti. Soddisfatti rientriamo verso l’hotel, sono le 2.20.
770 km percorsi in 16 ore,
giornata eccezionale!
Sabato 18 giugno
La mattina inizia con un gustosissimo salmone norvegese accompagnato da pane e burro. Facciamo amicizia con un motociclista spagnolo che viaggia su una vecchia BMW. Anche lui è arrivato la sera prima a Honnisvag, ma non è ancora salito su alla rupe di CapoNord gli raccontiamo la nostra esperienza e poi lo salutiamo è ora di andare, siamo vincolati dall’orario di due traghetti.
Iniziano i primi fiordi, le strade sono tortuose e ci rendiamo conto che i tempi di marcia si allungheranno notevolmente. La giornata è strana siamo un po’ stanchi e forse anche il cattivo tempo fa la sua parte comunque tutto fila liscio, riusciamo a prendere i traghetti e arriviamo a Tromso. Qui troviamo un’amara sorpresa, si sta svolgendo un’importante maratona e mezza città è bloccata, inizia il nostro dramma alla ricerca di un posto per dormire. Grazie all’aiuto di una giovane ragazza, che avrà fatto almeno un ventina di telefonate troviamo due camere. Dopo una cena frugale al solito distributore arriviamo in hotel, è mezzanotte.
530 km in 9 ore, giornata
strana!
Solita colazione
abbondante e poi via, I fiordi norvegesi sono davvero affascinanti:
oceano da una parte e montagne innevate dall’altra. Qui un rigagnolo d’acqua in
pochi chilometri diventa un fiume impetuoso. Il cielo si fa sempre più chiaro,
gli scorci mozzafiato si susseguono e lo sconforto di ieri lascia spazio allo
spettacolo che la natura ci offre. Arriviamo in un paesino dove troviamo
qualche indicazione per le hytte (le casette dei pescatori che i norvegesi
affittano ai passanti) ne prendiamo una gestita da una simpatica signora.
Andiamo a prendere qualcosa da mangiare e ceniamo fuori nel tavolino del
giardinetto a due passi dall’oceano. La casetta è carinissima tutta in legno
con bagno, una camera e un divano letto nel soggiorno, c’è anche una specie di
diario dove chi vuole può lasciare un pensiero, noi lo facciamo e poi si va a
dormire.
400 km spettacolari!!!
Lunedì 20 giugno
Innhavet - Namsskogan
Al risveglio ci attende una brutta sorpresa il cielo è di nuovo coperto e la notte ha piovuto, gli asciugamani e qualche vestito che avevamo messo ad asciugare la sera prima sono più bagnati che mai. Infiliamo il tutto in una busta e carichiamo i bagagli pronti a proseguire. Arriviamo al circolo polare artico e questa volta decidiamo di fermarci.
L’ambiente è suggestivo,
siamo circondati dalla neve.
Facciamo qualche foto e poi di via fino a Mo I Rana per una breve visita nel centro della città. Il tempo va peggiorando, inizia a cadere la pioggia sempre più abbondante. Decidiamo di fermarci a dormire lungo le rive di un tranquillo fiume, su dei bungalow davvero carini costruiti proprio lungo le sue sponde. Il bagno è in comune, ma la casetta è confortevole; i letti sono a castello e c’è una stufetta elettrica che prontamente ci apprestiamo ad accendere e poi subito a letto.
500 km in12 ore di viaggio,
pioggia.
Namsskogan – Eide
Ci svegliamo presto,
sono le 6.30, il cielo è tutto coperto. Prepariamo velocemente i bagagli, la
meta oggi è arrivare alla strada sull’Atlantico. Il tempo non ci assiste, piove
tutto il giorno. A Kristiansund prendiamo l’ultimo traghetto della Norvegia e
ci dirigiamo verso Molde attraversando la famosa strada in mezzo
all’oceano. La pioggia continua ad essere insistente e ci permette di fare
poche foto. Durante la ricerca di un letto, incontriamo per la strada un
supermarket e decidiamo di prendere lì il necessario per la cena, affettato di
alce e pane.
Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, troviamo un simpatico e ospitale signore che per 250 KrN ci offre un bungalow ciascuno; l’unico inconveniente le piccole zanzare che non ci permettono di godere serenamente della splendida serata, il sole infatti è tornato a brillare in cielo e l’aria è limpidissima.
550 km sotto l’acqua!
Mercoledì 22 giugno
Eide – Fredrikstad
Alle 8 siamo già in marcia oggi dobbiamo arrivare ad Oslo e se possibile, trovare un posto dove dormire nei paraggi. Il viaggio prosegue tranquillo, attraversiamo monti e altipiani ancora innevati. La vista dell’ultimo fiordo norvegese ci rattrista un po’, ma l’infinità di cascate che scendono indomite dalle montagne ci fanno presto dimenticare la malinconia tipica di chi inizia a pensare che la vacanza ormai sta giungendo al termine.
Più ci avviciniamo ad Oslo e più la temperatura inizia ad essere quella tipica estiva. Aiutati dal GPS in meno di venti minuti siamo nel centro della città e dopo un breve giro turistico in altrettanto tempo ne siamo fuori. Dopo qualche informazione raccolta dalla gente del posto, davvero gentilissima, facciamo rotta verso un camping che pare abbia dei posti disponibili. Per raggiungerlo dobbiamo percorrere alcuni km di strada bianca ma ne vale la pena visto che è davvero carino e vicino al mare; i bungalow sono grandi e spaziosi, unico inconveniente ancora zanzare affamate.
800 km percorsi, 15 ore di
viaggio sotto un caldo sole.
Giovedì 23 giugno
Fredrikstad
– Schleswig (D)

Oggi attraverseremo Svezia e Danimarca per arrivare a dormire in Germania. I chilometri sono tanti ma ormai le strade sono tutte delle quattro corsie a scorrimento veloce. Arrivati al confine con la Danimarca ci avviciniamo al famoso ponte di Malmo che, lungo circa 24 km, si inabissa nel mare negli ultimi 6 km prima di arrivare a Copenaghen.
Lo spettacolo è incredibile, il ponte è a perdita
d’occhio, sembra letteralmente di correre con la moto in mezzo al mare. Da un
piccolo isolotto si apre una voragine che inghiotte tutti i mezzi che
transitano sul ponte per risputarli fuori in terra ferma, sulla periferia della
città.
In serata arriviamo a Schleswig, un paesino carino poco sotto Kiel. Qui troviamo un alberghetto che ha a disposizione due stanze, non c’è il bagno in camera ma è molto pulito. Qui purtroppo Umberto si rende conto che sul copertone posteriore della moto una vite gli fa perdere la pressione. Domani ci dovremo occupare anche di questo problema.
Consigliati dalla signora dell’hotel andiamo a cena in un localino lì vicino dove Umberto finalmente trova le sue tanto agognate aringhe e davanti a quel bel piatto così ricco e invitante sembra essere tornato bambino.
900 km di viaggio sorprendenti!
Venerdì 24 giugno
Schleswig – Schneverdingen
Ora il viaggio è tutto
relax, abbiamo tempo fino a martedì per rientrare a casa. Consigliati dalla
signora dell’albergo decidiamo di fare un giretto per le campagne della
Germania settentrionale.
Prima però dobbiamo occuparci della gomma di Umberto e sentito via etere Oreste, decidiamo di usare il kit di riparazione. L’operazione si rivela più semplice del previsto, e dopo venti minuti riprendiamo il viaggio.
Il paesaggio è molto carino, con le tipiche case dai tetti di paglia. Arrivati a Schneverdingen siamo abbordati da un emigrante italiano stabilitosi in città. Scopriremo in seguito che ce ne sono diversi che hanno aperto pizzerie o gelaterie. Il ragazzo è molto gentile e ci trova un posto per dormire da una sua amica, che ha un tipico alberghetto.Sono le 18.20 i negozi sono già chiusi ma l’orario ci permette di andare a fare una passeggiata per il paese. Per cena seguiamo il consiglio del nostro amico e ci mangiamo una bella pizza in un ristorante italiano.
200 km in tutto relax!
Sabato 25 giugno
Schneverdingen – Dinkelsbuhl
Oggi tappa di avvicinamento alla “Strada Romantica”, in Baviera, nel sud della Germania. Ci dirigiamo verso Wuzburg. Il trasferimento è veloce e snello sulle larghe e ben tenute autostrade tedesche.
Ci fermiamo a Dinkelsbuhl bellissimo centro perfettamente conservato e ristrutturato, con ciottolato su tutte le vie, edifici colorati dove perfino i fiori sui balconi sono in tinta. Qui non abbiamo problemi a trovare un hotel ,visto che ne è letteralmente pieno. La nostra camera è veramente caratteristica, con un soppalco, finestre piccoline in legno e chiusure delle porte tipo “baita di Haidi”.
Nonostante siamo arrivati alle 17.00 troviamo anche qui tutti i negozi chiusi...incredibile ma vero!
Percorsi 570 km
Domenica
26 giugno
Dinkelsbuhl – Landsberg
Dopo un veloce briefing
decidiamo di percorrere tutta la Romantische Strasse alla ricerca
di castelli e paesaggi suggestivi. La partenza è alle 10; facciamo una
abbondantissima colazione prevedendo di
non fermarci per il pranzo.
Lungo la strada arriviamo in un paese dove pare ci sia una festa. Tutti indossano tradizionali costumi bavaresi e svariate bande musicali si alternano sul palco. La birra scorre a fiumi negli enormi boccali degli astanti.
Arrivati a Landsberg decidiamo di fermarci per la notte. Qui incontriamo un gruppo di centauri giapponesi che hanno affittato delle BMW nuove di zecca per visitare la Baviera e andare al raduno di Garmisch che si sarebbe tenuto quel fine settimana. Una romantica passeggiata nel borgo, lo visitiamo e poi a cena in una tipica trattoria tedesca dove mangiamo un buon stinco di maiale con crauti e dei tipici “gnocchetti” della zona. Spendiamo appena 10 euro a testa, demolendo così, definitivamente, il luogo comune che la Germania sia un paese caro!
200 km spesi bene, in tutti i sensi!
Lunedì 27 giugno
Landsberg – Vipiteno (I)
Martedì 28 giugno
Vipiteno –
Città di Castello
Partenza direzione
Austria. C’è aria di smobilitazione, sono gli ultimi due giorni di viaggio. Per
fortuna vicino a Fussen, scorgiamo il castello di Neuschwanstein.
Facciamo rotta lì per una fugace visita. Il castello è affascinante immerso
com’è nel verde della foresta. Ci inerpichiamo fin su in cima alla collina con
un bus e dopo un bel giro panoramico del castello, torniamo a valle utilizzando
dei carri trainati da cavalli...con quel caldo nessuno di noi invidia quelle
povere bestie che soprattutto a salire hanno un compito per niente facile.
Piccola sosta per la
benzina, e poi via verso casa. Nella via principale di Vipiteno troviamo un
ottimo hotel.
A cena davanti a un enorme piatto di carne, ci scambiamo le impressioni sul viaggio che è stato veramente emozionante e che ci ha lasciato sicuramente dei ricordi che rimarranno per sempre scolpiti nei nostri cuori.
In fondo, dirà Umberto, è stata una bellissima passeggiata.......una passeggiata di 9.000 chilometri!!!!!
800 km percorsi in due giorni.